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Arte immersiva sensoriale: dall’intimità di Emin alle tecnologie multisensoriali

Un'immagine concettuale in chiaroscuro mostra un volto vulnerabile e materico (stile Freud) che indossa occhiali smart futuristici. Dagli occhiali emanano scritte al neon caotiche (stile Emin) e vapori colorati che rappresentano la tecnologia olfattiva VR, fondendo intimità umana e digitale.Cosa accade quando l’intimità più profonda di un artista si confronta con l’immersività delle nuove tecnologie? La retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern solleva interrogativi sulla natura della confessione artistica proprio mentre dispositivi come gli occhiali Ray-Ban di Meta e i generatori di odori per VR ridefiniscono i confini dell’esperienza sensoriale.

L’arte contemporanea oscilla tra due poli apparentemente opposti: da un lato l’espressione brutalmente personale, dall’altro l’immersione tecnologica che amplifica i nostri sensi. Eppure, entrambe le direzioni condividono un obiettivo fondamentale: abbattere le barriere tra creatore, opera e pubblico.

L’intimità radicale come forma d’arte

La Tate Modern ospita attualmente la più grande retrospettiva mai dedicata a Tracey Emin, artista che ha fatto della propria vita privata – inclusi i suoi traumi più profondi – il materiale primario della sua opera (Fonte 1). La sua arte rappresenta forse la forma più radicale di confessione nel panorama artistico britannico contemporaneo.

Questo approccio trova un parallelo sorprendente nella tradizione del disegno di Lucian Freud, il cui lavoro è attualmente esposto alla National Portrait Gallery di Londra. La mostra evidenzia come il disegno fosse al centro della sua pratica artistica, rivelando un aspetto meno conosciuto della sua opera (Fonte 5).

Entrambi gli artisti, pur con tecniche diverse, condividono una vulnerabilità espressiva che trasforma l’atto creativo in una forma di rivelazione personale. Non si tratta semplicemente di rappresentare, ma di esporre parti di sé normalmente nascoste.

La tecnologia come estensione sensoriale

Sul versante opposto, assistiamo a un’esplosione di tecnologie che amplificano e trasformano l’esperienza sensoriale. Gli occhiali smart Ray-Ban di Meta hanno triplicato le vendite nel 2025, raggiungendo oltre 7 milioni di unità vendute (Fonte 2). Questi dispositivi non sono semplici accessori, ma estensioni delle nostre capacità percettive.

Ancora più rivoluzionario è il dispositivo Scentient, che introduce il senso dell’olfatto nelle esperienze di realtà virtuale (Fonte 3). Questa innovazione rappresenta un passo decisivo verso esperienze immersive multisensoriali che coinvolgono non solo vista e udito, ma anche l’olfatto, tradizionalmente escluso dal mondo digitale.

La comunità di sviluppatori sta inoltre espandendo le funzionalità di questi dispositivi. Il progetto open source ClawdBot, ad esempio, permette agli occhiali Ray-Ban Meta di identificare oggetti semplicemente guardandoli, trasformando lo sguardo in un potente strumento di interazione con il mondo (Fonte 4).

Nuovi spazi di espressione e fruizione

Mentre le tecnologie immersive diventano più accessibili – come dimostra l’offerta di Walmart che propone il visore Quest 3S a soli 250 dollari con incluso Batman: Arkham Shadow (Fonte 6) – anche gli spazi tradizionali dell’arte si reinventano.

A Parigi, il museo dedicato al movimento Romantico ha riaperto proprio nel giorno di San Valentino, celebrando quel periodo attraverso arte, musica e paesaggi sonori (Fonte 7). L’ex casa del pittore Ary Scheffer diventa così uno spazio ibrido dove diverse forme sensoriali si fondono per creare un’esperienza più ricca e stratificata.

In questo contesto di trasformazione, iniziative come la European Media Art Platform (EMAP) svolgono un ruolo cruciale, invitando artisti e collettivi che lavorano con arte digitale, robotica e bioarte a partecipare a residenze produttive (Fonte 8). Questi programmi facilitano la sperimentazione all’intersezione tra arte tradizionale e nuove tecnologie.

Verso una sensorialità aumentata

La convergenza tra l’intimità radicale di artisti come Emin e le nuove tecnologie immersive non è casuale. Entrambe rispondono a un desiderio profondo di superare i limiti della rappresentazione tradizionale per creare esperienze più autentiche e coinvolgenti.

Gli occhiali smart di Meta, con le loro capacità di catturare e condividere momenti personali, possono essere visti come un’estensione tecnologica dell’impulso confessionale che anima l’opera di Emin. Allo stesso modo, i dispositivi olfattivi come Scentient amplificano la dimensione sensoriale dell’arte, tradizionalmente limitata al visivo.

Questa evoluzione solleva interrogativi fondamentali: cosa significa essere vulnerabili nell’era digitale? Come cambia l’esperienza artistica quando tutti i nostri sensi vengono coinvolti? E soprattutto, quale sarà il ruolo dell’artista in un mondo dove la tecnologia può generare esperienze sempre più immersive?

La risposta sembra risiedere in una nuova forma di intimità aumentata, dove la tecnologia non sostituisce ma amplifica la capacità umana di esprimersi e connettersi emotivamente.

Conclusione: l’arte come ponte sensoriale

L’arte contemporanea, sia nella sua forma più tradizionalmente espressiva che nelle sue incarnazioni tecnologiche, sta ridefinendo il concetto stesso di esperienza estetica. Non si tratta più solo di guardare un’opera, ma di viverla attraverso molteplici canali sensoriali.

La retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern e le innovazioni come Scentient rappresentano due facce della stessa medaglia: tentativi di superare le barriere tra artista e pubblico, tra opera e spettatore, tra rappresentazione e realtà.

In questo panorama in rapida evoluzione, l’arte diventa un ponte sensoriale che collega esperienze umane profondamente intime con possibilità tecnologiche sempre più sofisticate. Non è più solo questione di cosa vediamo, ma di cosa sentiamo, odoriamo e, in ultima analisi, di come viviamo l’esperienza artistica con tutto il nostro essere.

Riferimenti:

  1. Tracey Emin: ‘I’ve done more in my last five years than in the whole rest of my life’
  2. Meta Sold Over 7 Million Smart Glasses Last Year, Effectively Tripling Sales in 2025 Alone
  3. Hands-on with Scentient: feel the perfume of VR!
  4. Ray-Ban Smart Glasses Get Massive Utility Boost with Cool (but risky) ClawdBot Hack
  5. London show highlights how drawing was at the heart of Lucian Freud’s practice
  6. Quest 3S On Sale For $250 With Batman: Arkham Shadow Again At Walmart
  7. Museum dedicated to the Romantic movement reopens in Paris on Valentine’s Day
  8. EMAP Residencies 2026 – Open Call

Questo saggio è stato generato utilizzando un workflow di intelligenza artificiale progettato e supervisionato da Enzo Gentile. Le fonti sono state selezionate e analizzate automaticamente e il testo finale è stato revisionato criticamente prima della pubblicazione.